IL PERSONAGGIO

Adam Neumann, nel 2023 comincia la nuova avventura nel proptech dopo WeWork

Si chiama Flow la nuova avventura imprenditoriale di Adam Neumann, l’imprenditore che ha portato il senso della comunità nel real estate con WeWork, è stato allontanato dagli investitori per i suoi eccessi e adesso ci riprova con Flow e gli affitti per lavoratori digitali

Pubblicato il 28 Nov 2022

Quando si parla di genio e sregolatezza nell’ecosistema startup, quello di Adam Neumann è uno dei primi nomi che viene in mente. L’ex CEO e founder di WeWork é in grado di incarnare letteralmente un livello alto di intelligenza e carisma con altrettanto eccesso di eccentricità e costi (non molto amati nel mondo dell’innovazione).

Il suo grande ritorno con Flow, nuova avventura imprenditoriale, è stato in grande in stile non solo grazie al maxi round di investimento già raccolto ma anche grazie a “WeCrashed”,mini serie tv realizzata da Apple TV (con Jared Leto e Anne Hathaway nei panni dello stesso Neumann e della moglie Rachel) dedicata alla sua storia, affascinante proprio per le mille contraddizioni ma anche per un fiuto per gli affari che l’hanno reso l’emblema dello startupper di successo.

Adam Neumann e il co-living: dal kibbutz al coworking

Nella sua vita adulta Adam Neumann sapeva che sarebbe diventato un imprenditore ma non aveva idea di come realizzare questa sua aspirazione. Nato in Israele e trasferitosi negli Stati Uniti per cercare fortuna, la sua prima attività sarebbe stata Krawlers, una linea di vestiti per bambini seguita da una serie di idee fallimentari. Ha capito che doveva cambiare mira per scoprire cosa mancasse al mondo del business statunitense: il senso di condivisione e comunità. Neumann, infatti, cresciuto in un Kibbutz, comunità agricola di lavoratori basata su un concetto di proprietà collettiva, identifica nel senso di appartenenza e solidarietà proprio i valori alla base di WeWork.

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Quando nel 2008 incontra ad una festa Miguel McKelvey, si convince dell’efficacia del suo piano e fonda WeWork. Da subito, nel suo Pitch Elevator sottilinea che non è solo un coworking e quindi un’azienda del mondo real estate ma una community a cui appartenere, un luogo dove lavorare ma anche condividere momenti di divertimento. Da qui la nascita di un modello che ha innegabilmente avuto successo con uffici in 38 Paesi e 756 locations tanto da essere poi replicato a livello locale da tante altre aziende.

WeWork tra trionfo e bufera

A differenza dei soliti uffici sterili, WeWork è andata oltre il concetto di building vendendo appunto un’idea di intrattenimento nel mondo del lavoro, puntando su coworking dalla struttura ricercata e di alto design con zone ricreative come ping-pong e biliardini.

Qui pui leggere il pitch deck di WeWork

Il carisma di Adam Neumann, poi, così come la sua visionarietà hanno contribuito a raccogliere investimenti da alcuni tra i più grandi Venture Capitalist del mondo costruendo un progetto che oggi conta 590.000 membri e 4400 dipendenti. Si deve al suo fondatore l’abilità di business di aver costruito un impero (valutato nel 2019 circa 47 billions di dollari) ma anche la mala gestio di eccedere con le spese, nel concetto di “mismanagement” che è costato caro per l’attenzione mediatica ricevuta proprio al momento dell’IPO in borsa.

Sollevato dall’incarico di CEO dagli investitori, Adam Neumann è rimasto consulente della sua stessa azienda con una paga milionariae e con molto tempo libero che gli ha permesso di preparare la sua nuova avventura sempre nel settore Real Estate.

Optimizing space itself with WeWork's Adam Neumann | Disrupt NY 2017

Flow e il grande ritorno di Adam Neumann

Lontano dai riflettori dei media dopo il “crash” mediatico dell’IPO, Adam Neumann in questi anni era al lavoro su Flow, nuova startup che si occupa di affittare appartamenti per lavoratori da remoto e nomadi digitali. Anche qui visionarietà nell’approcciare una mancanza nel mondo del business a livello sociale, soprattutto nell’epoca post Covid. In questi anni Neumann ha già acquistato oltre 3mila appartamenti tra Miami, Atlanta e Nashville per un modello che offrirà molteplici servizi, con particolare attenzione a quelli indirizzati a favorire la condivisione degli spazi e della costruzione di comunità.

In un momento di grande crisi del settore immobiliare con prezzi stellari, Flow vuole essere la giusta soluzione. E non solo, secondo Forbes USA, la startup dovrebbe lanciare anche un servizio di pagamenti digitali che permetterà di usare le criptovalute. Un nuovo progetto ambizioso che ha raccolto più di 350 milioni di dollari con soltanto un foglio di pitch deck ma non senza polemiche (c’è chi ha identificato somiglianze con Alfred, startup in cui lo stesso Neumann aveva investito 2 anni fa)

Non la pensa alla stessa maniera il celebre investitore Andreessen Horowitz,che ha commentato con entusiasmo il suo maxi investimento in Flow: «Adam è un leader visionario che ha rivoluzionato il mondo degli immobili commerciali, portando comunità e brand in un settore che non aveva nessuna delle due cose».

Flow inizierà ufficialmente la sua attività nel 2023 con sede principale a San Francisco e sarà interessante vedere gli sviluppi di questa nuova avventura di Adam Neumann

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Stefania Barbato

Appassionata di musica, libri e tech, contribuisce a sviluppare l’ecosistema startup italiano con progetti innovativi, creatività e go-to-market

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