L'ANALISI

L’innovazione nel real estate: l’importanza della contaminazione con startup e fintech

Nonostante la congiuntura difficile, il real estate guarda all’innovazione per aumentare efficienza e sostenibilità. Andrea Ciaramella e Stefano Bellintani, founder dell’Italian Proptech Network, che il 29 novembre organizza il Proptech Day, anticipano qualche tendenza che emerge dal Monitor

Pubblicato il 23 Nov 2023

Andrea Ciaramella e Stefano Bellintani, founder dell'Italian Proptech Network

Per fare il punto sull’innovazione nel real estate, bisogna partire da una domanda: come sta il proptech in Italia? Come un bambino di pochi anni, con molta energia ma non ancora del tutto consapevole del mondo che lo circonda. È l’immagine proposta da Andrea Ciaramella e Stefano Bellintani, co-founder dell’Italian Proptech Network del Politecnico di Milano che il 29 novembre organizza il Proptech Day all’interno della Call Tech Action, cinque giorni dedicati alla tecnologia nella finanza così come nel real estate.

Il bambino-proptech non sta vivendo in tempi facili, ma certamente non perde la sua carica. Ne abbiamo parlato con Ciaramella e Bellintani, anticipando alcune tendenze che saranno confermate dai numeri dell’annuale Proptech Monitor, la cui edizione 2023 sarà presentata il 29. Nel 2022 le startup proptech e contech erano 273, certamente nel 2023 sono aumentate e saremo attorno a quota 300. Ma non è solo questione di quantità.

Il contesto economico e l’innovazione nel real estate

Il contesto economico generale, e quello particolare del real estate, non è favorevole all’innovazione. C’è un rallentamento di interesse e attività nelle aziende tradizionali del real estate? “L’interesse dell’industria immobiliare è decisamente orientato a strumenti e soluzioni utili a efficientare la gestione. La tecnologia può supportare molto questi obiettivi. Le aziende che operano nel settore immobiliare sono interessate a valutare possibili partnership con start up o proptech attive, studiare acquisizioni (anche di proptech non italiane) o puntare sullo sviluppo interno, generando business unit impegnate nello sviluppo delle tecnologie. Questa strada, ovviamente, è più lunga ma è rappresentativa di una tendenza importante: il real estate sta investendo in questo ambito”, risponde Ciaramella, che avverte: “Certo, potrebbe verificarsi un fenomeno simile al greenwashing che definirei “techwashing”: farsi vedere “tech” è cool in questo momento”.

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Soprattutto se si può aggiungere un tocco di intelligenza artificiale. Ricorda Bellintani: “Secondo un report PWC e ULI, Emerging Trends in Real Estate Europe 2024, il 32% degli intervistati, che appartengono tutti a società di real estate, dichiara di aver inserito soluzioni di AI nel proprio business”.

Il valore e l’utilità di un Proptech Day per il dialogo fra startup e aziende

C’è molto lavoro da fare anche da parte delle startup che, in molti casi, non conoscono bene i processi dell’industria del real estate. “Non è raro che una startup debba parzialmente rivedere il proprio modello di business o correggere il tiro, definendo meglio il proprio target. Ma direi che è un fenomeno fisiologico in qualunque mercato”, sottolinea Ciaramella. “Anche la mancanza di un ecosistema e di un momento di incontro tra industria real estate e mondo proptech può aiutare; questo è il motivo per il quale abbiamo deciso di organizzare il Proptech Day e contaminare le nostre esperienze con i mondi Fintech e Insurtech.

In questo momento registriamo anche l’interesse di investitori specializzati (dall’Olanda al Messico) che ci hanno chiesto di conoscere il fenomeno proptech italiano, perché interessati a investire in questo settore, anche in Italia. In altri casi offrono supporto per espansione all’estero e internazionalizzazione”

I principali ambiti di attività delle startup proptech

Quali sono i principali ambiti di attività che saranno segnalati dal Monitor? “Anche nel 2023 l’ambito del professional service, ossia di modelli di business che contemplano l’offerta di servizi innovativi per lo più B2B, risulta essere quello più rappresentativo del nostro mercato”, anticipa Bellintani. “In termini più puntuali, potremmo dire che gli ambiti più sviluppati e ormai consolidati delle startup italiane li troviamo nel mondo dell’intermediazione immobiliare digitale e del real estate crowdfunding. Quest’ultimo, in particolare, è un segmento che proprio nell’ultimo anno è cresciuto moltissimo”.

2024, che cosa aspettarsi per il proptech italiano

E il 2024? Che cosa aspettarsi? Rallentamento, consolidamento o sviluppo? “Il 2024 probabilmente sarà un anno di transizione e non particolarmente dinamico negli investimenti, ma abbiamo già vissuto cicli analoghi e penso che questa fase possa anche favorire un rinnovamento dei modelli di business e porti idee e novità; in ogni caso, proprio per il fatto che non sarà un anno record per gli investimenti, l’attività di gestione sarà molto importante”, conclude Ciaramella.

Aggiunge Bellintani: “Le prospettive sono di crescita organica e consolidamento insieme. Dovremo anche cercare di leggere bene alcuni fenomeni: andamento dei fatturati delle proptech, fusioni e jv, accordi e partnership commerciali, orientamento degli investitori specializzati”. E, poi, non è da escludere l’ingresso di qualche importante player digitale nel real estate. Se ne discuterà certamente in occasione del Proptech Day, un momento in cui la contaminazione fra industria tradizionale e nuove dimensioni del fintech sarà forte e certamente produttiva.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovanni Iozzia

Direttore di EconomyUp e InsuranceUp, ha studiato sociologia ma da sempre segue la tecnologia. È stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.

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