L’intelligenza artificiale per le aste immobiliari: si riducono i tempi e aumentano i valori

Reviva, startup innovativa nel campo delle aste immobiliari, utilizza da tempo l’Ai per “produrre” gli annunci sul suo portale che raccoglie buona parte delle offerte dei tribunali italiani. Ivano De Natale: “L’abbiamo addestrata a tradurre dal tecnichese e legalese. Con il nostro modello si vende meglio e più velocemente”

Pubblicato il 28 Apr 2023

Foto di Tierra Mallorca su Unsplash

Ai tempi delle polemiche e dei divieti sulle intelligenze artificiali, c’è chi usa l’Ai nell’immobiliare, in particolare per la gestione delle aste immobiliari, e ammette che non ne potrebbe fare a meno. Anzi, prevede per il settore un utilizzo ancora più massivo.

Addestrare ChatGPT a capire il linguaggio delle aste immobiliari

“È con un Nlp (natural language processing, ndr.) che produciamo una buona parte dei 10mila annunci che si trovano sul nostro portale immobiliallasta.it. Abbiamo educato, se così si può dire, ChatGPT a comprendere gli oscuri linguaggi del tecnichese e del legalese con cui i Tribunali di tutta Italia descrivono gli immobili che vanno all’asta”, racconta il fondatore e CEO di Reviva Ivano De Natale, una lunga esperienza nel settore e tra i primi a credere al proptech applicato al settore delle aste.

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“Noi ci definiamo – spiega dagli uffici di Milano vicino a Porta Romana – un’azienda leader nella vivacizzazione delle aste. Un termine poco conosciuto fuori dal nostro ambito che vuol dire aiutare NPL investor, banche e servicers a vendere più immobili in asta e più velocemente, per migliorare le performance dei recuperi dei loro crediti deteriorati”.

E qui ci vuole una spiegazione sugli NPL, cioè i crediti deteriorati in pancia – come si dice senza giri di parole – di diversi soggetti finanziari. In Italia un terzo dei 350 miliardi di NPL sono rappresentati da immobili che finiscono all’asta.

Con la tecnologia le aste immobiliari aggiudicate aumentano del 41%

“Il nostro compito è fornire la tecnologia, l’innovazione e le competenze di marketing immobiliare per vendere efficacemente. Con il nostro modello, che si basa su 80 applicazioni proprietarie, il numero di aste aggiudicate cresce in media del 41%, il valore di aggiudicazione aumenta del 21% e si risparmiano in media il 18% sui tempi di vendita. In totale contribuiamo ad aggiudicare 1500 aste ogni mese ed in totale il valore delle offerte ha superato il miliardo e 100 di euro”.

Partiti nel 2017 come vuole la tradizione e la leggenda delle start up da un ufficio di sette metri quadrati, Reviva si articola oggi su tre brand verticali che sono immobiliallasta.it rivolto ai consumatori, Vivapro dedicato agli agenti e ai consulenti che si occupano delle aste e Reeco, un veicolo che coglie opportunità immobiliari con un sistema di crowdfunding o partecipazioni.

Ivano De Natale, founder e CEO di Reviva

La massa di annunci che arriva dai tribunali italiani

“Oggi siamo una squadra di 35 persone – continua De Natale – con un team tecnologico interno di otto tecnici informatici. La nostra forza è saper estrarre small e big data al meglio. Siamo l’unica azienda del settore che ha stipulato un accordo con il Ministero della Giustizia per gestire e offrire i dati delle aste di tutti i tribunali italiani. Con molti di loro stiamo già lavorando. È una massa enorme di annunci di aste che normalmente vanno deserte per il 72%, allungando i tempi e che deprezzano l’immobile. Noi abbiamo messo, grazie appunto all’Ai, un modello per scaricare i pdf degli annunci e migliorare anche le foto che quasi sempre sono di bassa qualità. Il nostro procedimento produce direttamente l’annuncio in un linguaggio più comprensibile, user friendly. I risultati sono straordinari anche alla luce di quello che è lo scenario macroeconomico dell’Italia con la previsione dell’arrivo di altri 100 miliardi di NPL provenienti dagli immobili che recuperano le banche da chi non paga il mutuo o dai contenziosi all’interno di un condominio”.

Gli sviluppi della Virtual e Augmented Reality

In attesa di chiudere un nuovo round di fundraising che punta a raccogliere entro giugno 2023 due milioni e mezzo di euro, De Natale crede fermamente anche allo sviluppo di nuove tecnologie come la VR e la RA, la realtà virtuale e la realtà aumentata. “Nel settore delle aste siamo in questo ambito ancora un po’ indietro, ma credo che presto ci arriveremo. Un conto è comprare un immobile sulla carta – cosa che succede anche per le difficoltà ad eseguire sopralluoghi – un conto è immergersi all’interno di un edificio, ipotizzando anche, grazie alla realtà aumentata, trasformazioni o ristrutturazioni”.

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Davide Banfo

Giornalista e viaggiatore curioso. Dopo aver iniziato alla Gazzetta del Popolo, ho lavorato con incarichi diversi in alcune redazioni e in diversi settori di Repubblica: Torino, Bari, Roma, Milano e poi di nuovo a Roma.

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