INFRASTRUTTURE

Calzavara Labs, in Friuli un laboratorio per la Smart City

Produttrice di torri per le telecomunicazioni, l’azienda Calzavara ha aperto a Basiliano, in provincia di Udine, un laboratorio dove sperimentare le smart tower come pilastri delle città connesse. Possono fare dal controllo del traffico al monitoraggio dell’aria

03 Set 2021

Che aspetto ha una vera Smart City? Qui, un’”edicola digitale” alimentata a pannelli solari e munita di una rastrelliera con prese di alimentazione per biciclette elettriche, in cui entrare liberamente per ricaricare i cellulari o pagare varie utenze. Poco più in là, smart tower di varie tipologie e dimensioni in grado di contenere antenne e tecnologie 5G per la comunicazione mobile, ma anche di supportare grandi schermi su cui fare scorrere pubblicità e informazioni di servizio oppure di alloggiare un defibrillatore automatico a uso pubblico. E ancora, pali per l’illuminazione cittadina con sensori e telecamere che registrano moltissime informazioni – dall’andamento dei parcheggi liberi al numero di persone che transitano per una via, e a che distanza tra loro; dal livello del traffico a quello dell’inquinamento – e le restituiscono sotto forma di dati e statistiche utili alla comunità, in modo da gestire le criticità e migliorare la vita di tutti.

Per toccare con mano come funzionerà la città del futuro bisogna entrare in Calzavara Labs, il laboratorio di Basiliano dove si progettano e sviluppano le tecnologie per le Smart City, oggetti intelligenti tutti connessi tra loro, capaci di offrire servizi e al tempo stesso di raccogliere dati e analizzarli per fornire rappresentazioni utili della realtà.

Calzavara, la società italiana che crea Smart City

Calzavara Spa è una sfida industriale tutta italiana, lanciata nel 1966. Tra le più note aziende nella fornitura di torri tradizionali per telecomunicazioni, è oggi apripista nello sviluppo delle nuove infrastrutture che aiuteranno le towerco a trasformarsi e a diventare attori strategici della Smart City.

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Con questo obiettivo, quest’anno ha lanciato a Basiliano, in Friuli Venezia-Giulia, il Calzavara Labs.

“Abbiamo voluto dare vita a una struttura che fosse un vero laboratorio di innovazione in cui mettere a punto applicazioni e soluzioni per la Smart City, non semplicemente un luogo dove mostrare i nostri prodotti”, spiega Massimo Calzavara, amministratore delegato di Calzavara Spa.

Calzavara Labs, dalle torri per la telefonia alle smart tower pilastri della città connessa

Le torri per la telefonia mobile finora sono state strutture passive affittate agli operatori di rete per installare le antenne e consentire la diffusione del segnale. Le smart tower di nuova generazione, invece, sono i pilastri della nuova città sicura, ecosostenibile e interconnessa, grazie all’integrazione di altre e nuove funzionalità, che vanno dal monitoraggio dell’inquinamento alla videosorveglianza, dalla gestione del traffico e dei flussi, anche di persone, all’illuminazione stradale, al supporto di schermi informativi e pubblicitari.

Tutto questo dimenticare il gusto italiano per la bellezza. È dal 2006 che l’azienda realizza strutture in cui design e tecnologia si fondono per dare vita a una rete di oggetti intelligenti che vanno dalle torri per la copertura macrocellulare, le Mosaictower, alte fino a 42 metri (e ora utilizzabili pure come microdatacenter per ospitare capacità di calcolo e di storage sull’”edge”), alle Dicecell, hub tecnologici che offrono anche in spazi chiusi servizi per la sicurezza, per il monitoraggio ambientale, l’informazione e l’intrattenimento su grandi schermi. E ancora: pali stradali per aree urbane e per la smart road, a supporto dalla futura infrastruttura per i servizi di guida autonoma, e lampade per segnalare grattacieli e altri ostacoli agli aeromobili, anch’esse connesse e in grado di comunicare telemetrie e dati di funzionamento.

Dai gestori di torri per telecomunicazioni alle municipalità, dai gestori di centri commerciali agli aeroporti e stazioni, sono molti i referenti che possono trovare interessanti queste applicazioni. Non è certo un caso che vengano a testarle dalla Cina, dagli Emirati Arabi, dall’Australia.

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