SMART BUILDING

Domenico Di Canosa (SBA): come automazione e digitale possono aumentare l’efficienza energetica

“Il ricorso a impianti digitali di automazione per la regolazione dei consumi garantirebbe una riduzione delle spese per riscaldamento e illuminazione fino al 30%”, dice Domenico Di Canosa, presidente della Smart Building Alliance Italia, che spiega come le tecnologie possono migliorare l’efficienza energetica degli edifici

03 Nov 2022
Domenico Di Canosa, presidente di Smart Building Alliance
Ci sono molte soluzioni tecnologiche per intervenire contro il caro bolletta, un argomento di strettissima attualità, e aumentare l’efficienza energetica. Si passa dall’estensione delle reti digitali, alla realizzazione di edifici intelligenti, gli smart building, dalla creazione di comunità energetiche all’istituzione, concreta, delle smart city.
Di questi argomenti si è discusso al primo Summit SBA for Territories a Milano alla fine di ottobre.Il summit di SBA, ospitato all’auditorium Claudio De Albertis di Assimpredil, l’associazione territoriale milanese di Ance, si è posto come obiettivo di rendere queste problematiche sempre più visibili ad un pubblico ampio e ai principali stakeholder, condividendo, in prima battuta, il protocollo R2S (ready to service), messo a punto a livello internazionale esattamente per guidare alla realizzazione, verificare e certificare l’architettura digitale indispensabile a controllare tutte le nuove funzioni a cui è chiamato oggi l’edificio.
Di tutto questo ma anche di altri temi legati al proptech abbiamo parlato con Domenico Di Canosa, presidente di SBA Italia, la Smart Building Alliance, l’associazione nata in Italia nel 2021 come estensione della capostipite francese fondata dieci anni fa.
Partiamo da cifre concrete, cioè dai soldi che il proprietario di un immobile o un inquilino può risparmiare se l’edificio dove vive diventa intelligente.
“I dati li fornisce una nostra ricerca: ridurre di un grado il riscaldamento nelle case per affrontare la crisi energetica come suggerito dal governo potrebbe consentire un risparmio sulle bollette al massimo del 6-8%, mentre il ricorso ad impianti digitali d’automazione per la regolazione dei consumi garantirebbe una riduzione delle spese per riscaldamento e illuminazione fino al 30% per tutte le famiglie italiane. L’utilizzo di sistemi digitali di controllo in ambito commerciale ha fatto registrare risparmi dell’ordine del 18% con la sola sostituzione di vecchi termostati con altri ad automazione evoluta, che sono saliti al 22-24% nei sistemi con il controllo della temperatura in ogni ambiente e fino ad oltre il 30% in quei sistemi dove si è controllata anche la presenza, l’illuminazione e la schermatura solare”.
Lei parla di uffici, di edifici commerciali, ma come si può risparmiare in un condominio?
“La semplice estensione degli stessi principi di controllo all’ambito domestico comporterebbe un risparmio certo sulla bolletta del gas della famiglia media italiana di 138 euro all’anno in tempi normali, che facilmente arriverebbero a 276 euro al termine della prossima stagione di riscaldamento. Di riflesso, l’Italia intera risparmierebbe almeno un 18% di gas. Qualora l’automazione si estendesse dal riscaldamento anche al resto degli impianti di ventilazione, climatizzazione ed illuminazione, ecco che sull’ammontare totale della bolletta energetica media annuale di 1.200 euro una famiglia italiana potrebbe facilmente trovarsi a risparmiare 420 euro in tempi normali e fino a 840 euro nei giorni di crisi come questi, persino incrementando il proprio comfort”.
Quindi ci sono concrete possibilità anche per i privati?
“E’ questo il campo che ci interessa. Lei prima accennava ai condomini: in Italia il 70-75% degli immobili per civili abitazioni è stato realizzato prima degli anni Settanta con classi energetiche inesistenti. Adesso abbiamo però le tecnologie e se permette anche le strategie per rendere più efficiente il nostro sistema. E
tutto passa dalla digitalizzazione di un immobile che non vuole solo collegarlo alla banda larga, ma anche fornire nuovi servizi. Gli interventi vanno fatti nella produzione e nella gestione dell’energia di ogni immobile, anche il più piccolo”.
Come si interviene in concreto?
“Utilizzando più tecnologia e non fermandosi ad installare un termostato intelligente da 120 euro, puntando a controllare capillarmente i consumi e a far conoscere l’impatto in euro di ogni intervento al cittadino ed agli amministratori: spesso si rientra dall’investimento in una sola stagione. Con la digitalizzazione non si migliorano soltanto le performance di un immobile ma si interviene anche sulla qualità della vita. Ci sono frontiere come quelle dei parametri ambientali e vitali che possono aiutare le fasce più deboli, i soggetti fragili. Purtroppo manca consapevolezza su certi temi per i cittadini che devono decidere come investire, SBA produce anche semplici guide e libri bianchi in cui elenca e spiega che cosa si può fare rivolgendosi a tutti: dall’inquilino al costruttore.”
Un’ultima considerazione: quasi tutti gli operatori del settore parlano di tecnologie avanzate ma di ritardi incredibili nelle normative…
“Il nostro primo nemico è la burocrazia che frena il settore. Pensi alle comunità energetiche che sono frenate dalla mancanza di decreti attuativi chiari o ai tanti incentivi, tutti diversi per il rifacimento di una specifica parte dell’immobile o di un impianto. Abbiamo un obiettivo chiaro per il 2030: dobbiamo ristrutturare dai 6 ai 10 milioni di immobili per ridurre l’emissione di CO2 del 55% rispetto al 1990, addirittura azzerarla entro il 2050. Basterebbe una visione organica ad incentivo unico su questo obiettivo misurabile, mi creda, per conseguire gli impegni presi come nazione e ridimensionare, non dico azzerare, il caro bolletta. Sburocratizzazione ed incentivo mirato sono essenziali per il raggiungimento degli obiettivi, eppure nel 2021 abbiamo estensivamente ristrutturato l’involucro di appena 38.000 edifici senza misurare in maniera certificata le emissioni ed i consumi prima e dopo l’intervento. Pazzesco, è necessario correggere la rotta.”.
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