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Equiem, la piattaforma australiana che trasforma gli immobili commerciali in ecosistemi digitali

La compagnia australiana Equiem, fondata nel 2011, ha sviluppato un software che offre una serie di servizi funzionali alla gestione di immobili a uso commerciale, migliorando la comunicazione tra proprietari e inquilini

10 Lug 2021

Nel corso degli ultimi anni sta diventando sempre più difficile restare competitivi e mantenersi al passo con le novità tecnologiche quando si gestiscono grandi immobili con uffici o altri spazi dedicati alle aziende.

Gli imprenditori australiani Gabrielle McMillan e Lorenz Grollo hanno giocato d’anticipo fondando, già nel 2011, Equiem, una piattaforma digitale per coloro che affittano immobili a uso commerciale.

La piattaforma permette di avere tutte le caratteristiche del proprio business sotto controllo, in ogni momento, grazie ad applicazioni mobili e per desktop, programmi di analisi dati, dashboard interattive e strumenti per la gestione di eventi e comunicazioni con tutti i locatari.

Il software permette anche di raccogliere informazioni dettagliate sulle persone che utilizzano l’edificio; le loro preferenze, i loro orari di lavoro, quali strutture per l’hospitality o per il tempo libero vorrebbero avere e altri dati utili, sulla base dei quali, il proprietario dell’immobile rimodula la propria offerta di prodotti. Si può guardare alla piattaforma come a un’ecosistema altamente digitalizzato, un’interfaccia tecnologica che, attraverso uno scambio continuo di dati, collega ogni persona coinvolta nell’edificio all’edificio stesso.

Nell’ultimo decennio la compagnia ha aiutato a gestire circa il 40% degli edifici commerciali in Australia, e si è allargata ad altri Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito. La pandemia di Covid-19 non è riuscita a scalfire il successo di Equiem, che ha continuato a crescere anche durante il periodo di emergenza grazie soprattutto alla sua natura principalmente digitale e alla capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Nel 2021 la compagnia è sulla buona strada per generare entrate per 10 milioni di dollari, e ha intenzione di continuare la sua espansione con un focus su Irlanda, Europa occidentale, Canada, Medio Oriente e l’area dell’Asia-Pacifico.

 

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